Bologna, 23 ott. (askanews) – Il Piano Nazionale per l’Economia Sociale pubblicato dal Mef e in consultazione fino al 12 novembre riceve il plauso di Confcooperative Emilia-Romagna, che però chiede il riconoscimento della funzione strategica del settore: in regione vale l’8,5% delle imprese, il 15% degli addetti e il 7% del valore aggiunto, con la cooperazione che genera il 70% del valore del comparto.

“Il Piano nazionale rappresenta un passo atteso e importante – commenta Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia-Romagna -. L’Italia è un Paese in cui l’economia sociale è già una realtà viva e diffusa. Serve ora che le politiche pubbliche le riconoscano pienamente una funzione strategica, perché si tratta di un’infrastruttura sociale che tiene insieme crescita economica, equità e capitale umano. Occorre mettere in campo strumenti fiscali, finanziari e normativi adeguati, individuando nel Mef l’interlocutore privilegiato che dovrà dotarsi di una struttura dedicata per coordinare funzioni e competenze presenti in altri ministeri”.

Il documento risponde alla Raccomandazione del Consiglio europeo del 27 novembre 2023 che invitava gli Stati membri a dotarsi di strumenti coordinati per sostenere l’economia sociale. “E’ una forza che produce sviluppo e redistribuisce benessere – sottolinea Milza -. Auspichiamo che il Piano diventi presto operativo con strumenti legislativi di sostegno, incentivi mirati e un quadro normativo stabile. Siamo impegnati nell’interlocuzione con la Regione affinché l’economia sociale diventi elemento fondante del nuovo Patto per l’Emilia-Romagna, a partire dalla delega affidata al vicepresidente Vincenzo Colla”.