Il procuratore aggiunto Rosa Pensa ha disposto accertamenti sul computer sequestrato a Luca Ceglia, 43 anni, dipendente della Cartiera, lo scorso 19 giugno quando è stato arrestato per omicidio premeditato di Giacomo Mongiello, il quarantacinquenne ferito da 2 fucilate la sera del 2 agosto 2024 nei pressi di casa in via Smaldone, deceduto due giorni dopo. Ceglia, difeso dagli avv. Carlo Alberto Mari e Francesco Santangelo, respinge le accuse. I familiari della vittima se si dovesse arrivare al processo si costituiranno parte civile con l’avv. Michele Vaira che dichiara: “I miei assistiti hanno atteso con pazienza l’esito di questa indagine lunga e complessa, con assoluta fiducia nell’impegno e nella determinazione della Procura e degli investigatori di fare luce su una morte assurda”.

Il pm ha incaricato un proprio consulente di eseguire accertamenti sul computer dell’indagato per verificare se ci siano elementi utili per l’indagine; e ne ha dato avviso a indiziato a parenti della vittima per dar loro la possibilità di nominare propri consulenti. Squadra mobile, pm e gip firmatario dell’ordinanza cautelare sostengono che è Luca Ceglia il killer in bicicletta che esplose due fucilate contro Mongiello. Lo accusa l’esame del Dna; l’omicida nella fuga perse un cappellino con visiera recuperato dalla squadra mobile, e su cui la “scientifica” ha trovato tracce biologiche che sarebbero compatibili col codice genetico del sospettato.