Sul palco del Kappa FuturFestival ventisei ballerini si alternano indossando abiti-scultura in cartapesta dei colori dell’arcobaleno per dire no alla guerra. Il festival è uno spazio in cui persone, lingue, culture e identità diverse si incontrano per condividere la stessa musica elettronica che agisce così come linguaggio universale e terreno fertile di incontro. La performance è intitolata U 4 Futur, ovvero «uniformi per il futuro»: un esercito cromatico che attraversa lo spazio del festival come gesto di resistenza simbolica alle tensioni globali contemporanee. Queste figure vogliono essere una presenza collettiva, un piccolo esercito che non combatte e coesiste. La dimensione coreografica trasforma il progetto in una esperienza condivisa con il pubblico. I ballerini sono dell’associazione Mcf Belfioredanza, uno spazio per la danza contemporanea nel quartiere San Salvario.
REALIZZATE a mano in cartapesta con strutture metalliche interne, le opere prendono forma come maschere e corpi che avvolgono testa e parte superiore del busto. In ogni performance, dieci performer compongono un esercito danzante. Ogni ballerino è associato a un colore dell’arcobaleno con l’aggiunta del rosa, del bianco e del nero. «Il progetto nasce da una reazione a un momento storico segnato dalla polarizzazione e da un clima sempre più teso», spiega l’artista Cesco Pelosi (Instagram: @cescopelosi). «Sulla struttura in fil di ferro degli abiti-scultura ho appoggiato diversi strati di cartapesta. Li ho dipinti dapprima di bianco, e poi a ognuno ho assegnato un colore dell’arcobaleno. Terminato questo processo, ho rivestito l’interno con la pelle per renderli più comodi da indossare», aggiunge.








