<p>Oltre<strong> 8mila imprese femminili </strong>finanziate, più di <strong>750 milioni di euro</strong> di agevolazioni concesse e circa <strong>950 milioni di euro </strong>di investimenti attivati.

Sono i numeri con cui <strong>Invitalia</strong> misura l’impatto delle politiche di sostegno all’imprenditoria femminile negli ultimi cinque anni e che emergono dal Focus realizzato dal Centro Studi dell’Agenzia, presentato a Roma in occasione della prima edizione del premio “Le donne di ora”. </p> <p> </p> <p>Un dato che assume particolare rilievo se si considera l’effetto leva delle risorse pubbliche: ai contributi concessi hanno fatto seguito investimenti privati per quasi <strong>un miliardo di euro</strong>, a testimonianza della capacità degli incentivi di trasformarsi in nuovi progetti imprenditoriali. </p> <p>L’attività dell’Agenzia ha interessato a ben guardare una platea molto più ampia.

Tra il 2020 e il 2025 sono infatti state oltre 30mila, infatti, le imprese e le idee d’impresa femminili valutate, dalle quali sono emerse le oltre 8mila iniziative poi finanziate. </p> <h2>Italia prima in Europa, ma il capitale resta il vero ostacolo</h2> <p>Il rapporto evidenzia un doppio volto dell’imprenditoria femminile italiana. </p> <p>Da una parte il Paese può vantare oltre <strong>1,3 milioni di imprese</strong> guidate da donne, pari al 22,2% del totale nazionale, la quota più elevata in Europa.