Non tutti gli angoli dell'Universo sono favorevoli alla chimica. Attorno alle stelle più calde e massicce, l'intensa radiazione ultravioletta tende infatti a distruggere le molecole. Eppure è proprio in uno di questi ambienti estremi che gli astronomi hanno individuato, per la prima volta, delle molecole contenenti zolfo.
Un ambiente che gli astronomi consideravano tra i meno favorevoli alla sopravvivenza delle molecole si rivela invece molto più ricco e complesso del previsto. Grazie alle osservazioni del radiotelescopio ALMA, un gruppo internazionale di ricercatori ha individuato per la prima volta il monossido di zolfo e il biossido di zolfo attorno alla supergigante HD 87643. È la prima evidenza di molecole contenenti zolfo osservate in una stella massiccia evoluta di tipo caldo.
La scoperta è il risultato di uno studio guidato da Cristóbal Bordiu dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), in collaborazione con l’Ingeniería de Sistemas para la Defensa de España (ISDEFE), il Centro de Astrobiología (INTA-CSIC, Spagna) e il Joint ALMA Observatory (Cile). Il lavoro è stato accettato per la pubblicazione su The Astrophysical Journal Letters.
HD 87643 appartiene alla rara classe delle supergiganti di tipo B[e]: stelle massicce, molto calde e giunte a una fase avanzata della loro evoluzione. La loro intensa radiazione ultravioletta e i forti campi radiativi che caratterizzano gli ambienti circumstellari rendono tali regioni generalmente ostili alla formazione e alla sopravvivenza delle molecole. Le osservazioni di ALMA hanno invece rivelato la presenza del monossido di zolfo e del biossido di zolfo. Questa scoperta suggerisce che la chimica di questi sistemi sia più ricca di quanto si ritenesse finora.








