Roma, 2 lug. (askanews) – Un team internazionale guidato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica ha identificato per la prima volta ossidi di zolfo nell’ambiente circumstellare della supergigante HD 87643. La scoperta, ottenuta grazie alle osservazioni del radiotelescopio ALMA, mostra che anche in ambienti caratterizzati da intensa radiazione ultravioletta e da condizioni fisiche estreme può svilupparsi una chimica molecolare più ricca di quanto previsto nelle stelle massicce evolute.

Non tutti gli angoli dell’Universo sono favorevoli alla chimica. Attorno alle stelle più calde e massicce, l’intensa radiazione ultravioletta tende infatti a distruggere le molecole. Eppure è proprio in uno di questi ambienti estremi che gli astronomi hanno individuato, per la prima volta, delle molecole contenenti zolfo.

Un ambiente che gli astronomi consideravano tra i meno favorevoli alla sopravvivenza delle molecole si rivela invece molto più ricco e complesso del previsto. Grazie alle osservazioni del radiotelescopio ALMA, un gruppo internazionale di ricercatori ha individuato per la prima volta il monossido di zolfo e il biossido di zolfo attorno alla supergigante HD 87643. È la prima evidenza di molecole contenenti zolfo osservate in una stella massiccia evoluta di tipo caldo.