Il buco nell'ozono antartico è stato scoperto nel 1985 e questa data è diventata uno spartiacque tra il prima e il dopo nella letteratura scientifica. In realtà lo scudo che filtra i raggi ultravioletti, stando a un recente studio pubblicato da un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, avrebbe iniziato a scalfirsi a partire dal 1957. In pratica se scienziati dell'epoca avessero disposto dei sensori e dei satelliti odierni avrebbero potuto misurarlo con quasi trent'anni di anticipo. Lo studio, condotto dalla chimica dell'atmosfera Susan Solomon e firmato come primo autore dallo studente di dottorato Jian Guan, si può consultare sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ed è illustrato dal Mit. “Il fatto che l'assottigliamento dell'ozono sarebbe avvenuto già alla fine degli anni Cinquanta, molto prima di quanto avrei immaginato, mi ha lasciato senza parole”, ha commentato Solomon.
Un esperimento di retrovisione
Il gruppo di ricerca ha “semplicemente” simulato il passato, ricostruendo al computer la chimica dell'atmosfera anno dopo anno, con sedici diverse versioni di un modello che ha accoppiato chimica e clima. Ogni simulazione ha tenuto conto delle interazioni tra l'ozono e le altre molecole, ma anche delle oscillazioni naturali dovute alle eruzioni vulcaniche, al ciclo solare e all'oscillazione quasi biennale dei venti stratosferici. Da questa gamma di variabilità naturale, il cosiddetto rumore, i ricercatori hanno cercato di far emergere un segnale attribuibile con chiarezza all'attività umana. La chiave è stata osservare l'ozono strato per strato, come fanno i satelliti di oggi, e non soltanto nella colonna complessiva. Negli anni Cinquanta le fluttuazioni naturali della colonna totale erano almeno doppie rispetto alla perdita in corso e l'avrebbero nascosta: è questo il motivo per cui all'epoca il fenomeno passò inosservato. Guardando invece l'alta stratosfera, la soglia di rilevabilità si colloca già al 1957. E non sopra l'Antartide, bensì nell'alta stratosfera tropicale dove le fluttuazioni naturali sono più contenute.









