HomeRavennaCronacaIl museo Vespa riparte a tutto gas. Chiuso 3 anni per l’alluvione, ora finalmente ha riapertoSi trova a Fornace Zarattini, l’area più devastata a Ravenna dalle inondazioni del 2023. Dietro questa rinascita c’è il lavoro instancabile della famiglia PascoliMauro Pascoli ha riaperto il museo della Vespa a Fornace Zarattini, chiuso da tre anni per l’alluvione (Foto Zani)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciRavenna, 2 luglio 2026 – A Fornace Zarattini la passione per i motori e il mito delle due ruote tornano finalmente a respirare. Il Museo Vespa dell’associazione ‘La Bella in Mostra’, realtà affiliata a MotorValley e riconosciuta dalla Federazione Asi Musei, ha riaperto ufficialmente i battenti da qualche settimana dopo tre anni di dolorosa chiusura. Il lungo stop era stato imposto dalla devastante alluvione che, nel maggio del 2023, aveva colpito duramente il territorio ravennate. Una ripartenza fortemente simbolica, che coincide con le celebrazioni per gli 80 anni della Vespa, l’intramontabile icona del made in Italy nel mondo. Gli allagamenti dei locali a maggio 2023
La famiglia Pascoli
Dietro questa rinascita c’è il lavoro instancabile della famiglia Pascoli. Mauro, la moglie Loretta e il figlio Raffaele, sono i titolari della nota attività di produzione e vendita di ricambi d’epoca. Il percorso per rimettersi in piedi è stato tutt’altro che semplice, considerando i pesanti danni subiti dalla struttura, in gran parte gestiti in totale autonomia. “Abbiamo riaperto il 15 giugno – spiega Raffaele Pascoli – dopo 3 anni di chiusura dovuti all’alluvione del maggio 2023”. L’acqua ha risparmiato le storiche Vespe, prontamente messe in salvo ai piani superiori, ma ha colpito duramente gli altri mezzi e il prezioso archivio cartaceo, andato praticamente perduto. “Nel totale della collezione ci sono circa 200 modelli. L’alluvione ha danneggiato solo gli Ape, perché non potevamo portarli al piano superiore. Sono stati tutti ripristinati tranne uno, che è rimasto volutamente così, con i segni del fango, per documentare ciò che è successo”. Molto più pesante il bilancio per il materiale cartaceo, andato interamente distrutto: “È andata perduta la collezione intera di ‘Motociclismo’, di ‘La Moto’ e tutte le riviste, oltre ai cento volumi del giornale che produceva la Piaggio negli anni ’50 e ’60”. Un'altra foto dell'allagamento









