Le storie dei migranti che hanno abbandonato le loro terre piemontesi per cercare fortuna nel mondo sono innumerevoli. Raccontano speranze e attese per il viaggio nel nuovo mondo. A Frossasco, nel Museo Regionale dell’Emigrazione, in piazza Donatori di Sangue 1, che riapre oggi dopo alcuni anni di chiusura durante i quali sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione e si sono modificati i percorsi, vengono ricordate, con immagini, documenti e fotografie, le esperienze dei migranti. Un presidio culturale e storico che era stato voluto da Michele Colombino, presidente dell’Associazione Piemontesi nel Mondo, e dalla mente creativa dell’architetto Ezio Giai.

Il patrimoniovdel Museo Regionale dell’Emigrazione

Qui si trovano bibliografie, statistiche, documenti, relazioni, inchieste e monografie, saggistica, tesi di laurea e di dottorato, memorialistica e letteratura. «Il Museo di Frossasco è un luogo in cui le nostre radici vengono curate e mantenute vive», precisa l’assessore regionale all’Emigrazione Maurizio Marrone. «In questi nuovi spazi, migliaia di discendenti di origine piemontese, provenienti dai quattro angoli del mondo, potranno sentirsi nuovamente a casa, riscoprendo i legami indissolubili con la terra dei loro padri».