Napoli, 2 dic. (askanews) – Un viaggio attraverso oggetti del passato esposti nel Refettorio monumentale del Real Albergo dei Poveri di Napoli mentre i lavori di restauro sono ancora in corso. Una condivisione contemporanea di un luogo carico di storia, destinato a tornare a vivere in molti dei suoi spazi già dalla metà del 2026 per diventare un polo di cultura, accoglienza e innovazione.

In mostra, fino al 2 marzo prossimo, scarpe, piatti, bicchieri, caffettiere, posate, letti, valigie, macchine da scrivere e documenti dell’esercito. Un’esposizione che rientra nelle Celebrazioni di Napoli 2500 del Comune e che permette di riscoprire numerosi reperti originali, appartenuti a chi visse tra le mura del ‘Serraglio’: ritrovamenti emersi durante i lavori di ristrutturazione che si intrecciano con arte contemporanea, fotografia, installazioni e performance.

“Non è una mostra, non è un museo, è un prologo ‘Ancora qui, l’Albergo dei Poveri la memoria delle cose’ perché – ha spiegato Laura Valente direttrice artistica di Napoli 2500 – vuole essere un inizio per raccontare questa utopia sociale attraverso le cose che abbiamo ritrovato, i documenti storici, le fotografie, ma anche un percorso artistico contemporaneo che ci racconta che qui, nel 1751 è stata posata la prima pietra di quello che diventerà un simbolo nel mondo di inclusione sociale. Ecco, questi ragazzi, queste bambine, questi bambini, sono ancora qui e ci interrogano e ci chiedono ancora di essere salvati e noi faremo la nostra parte”.