Una infanzia complicata Nato il 26 ottobre 2000, deve il proprio nome al pilota F1 Jenson Button di cui il padre Glen era fan, il prossimo avversario di Sinner è stato diagnosticato con autismo severo da bambino, verso i 2-3 anni, ed è stato non verbale fino a 4 anni. Ha rivelato in pubblico di essere nello spettro nel 2024, e nel 2025 ha rilasciato una intervista al sito Atp in cui ha parlato del tema: "Per tutta la vita ho tenuto la mia diagnosi segreta. Ero non verbale fino all'età di quattro anni e facevo una terapia ABA intensiva per 40 ore a settimana. I miei genitori credevano che un lavoro più duro in prima età potesse plasmare chi sarei diventato in futuro, perché è più facile imparare prima. In campo, l'effetto più grande dell'autismo è legato alle mie sensazioni sensoriali. Il mio cervello è un po' più sensibile a cose come i rumori della folla rispetto alla maggior parte delle persone", ha affermato. A oggi ha detto di riuscire a gestire lo stress in maniera molto migliore rispetto al passato, e si è detto molto contento di aver rivelato al mondo la sua diagnosi: "Sapevo di voler diventare tennista fin da quando avevo 12 anni. Non avevo un modello a cui guardare con ammirazione e dire: "Wow, sono autistici e sono riusciti davvero a farcela nel tennis". Non si tratta solo di bambini che vogliono diventare tennisti. Può essere qualcuno nello spettro autistico con il sogno di intraprendere qualsiasi carriera, nello sport o altro. Se vado bene in campo, ottimo. Ma se posso fare la differenza per chiunque al mondo così facendo, tanto meglio".
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