di
Marco Calabresi
Classe 2000, Brooksby ha dovuto lottare per anni con lo spettro dell'autismo. Ex numero 33 del mondo, oggi gioca per la prima volta sul Centrale di Wimbledon contro Sinner
Il 2 aprile si celebra la giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo. Domenica 6 aprile, anno 2025, a Houston, Jenson Brooksby ha vinto il suo primo e finora unico titolo Atp in carriera, battendo 6-4 6-2 Frances Tiafoe nella finale tutta americana. Brooksby, nato a Sacramento nel 2000, ha tenuto segreto il suo disturbo dello spettro autistico per anni, poi lo ha raccontato per la prima volta in un'intervista del dicembre del 2024 all'Associated Press, quando il suo calvario stava per terminare. «È un argomento molto personale, del quale è difficile parlare anche con persone con cui ti trovi a tuo agio — disse —. Per molto tempo non è stato qualcosa che volessi inserire in una conversazione. Però ci ho sempre pensato e alla fine ho voluto parlarne».
Quella vinta a Houston non è stata l'ultima finale giocata in ordine di tempo da Brooksby, arrivato alla partita decisiva per un titolo anche lo scorso anno a Eastbourne, su erba, la stessa superficie su cui oggi affronterà Jannik Sinner dopo aver liquidato i primi due match dei Championships (contro l'australiano Vukic e contro il peruviano Buse) senza perdere set, e su cui giocò anche la sua prima finale Atp, a Newport nel 2021.










