Jannik Sinner ha battuto in tre set Jenson Brooksby a Wimbledon provando anche a sfruttare l’incitamento del pubblico. Nell’intervista post-partita ha spiegato il perché.

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Jannik Sinner prosegue la sua cavalcata a Wimbledon. Ottavi raggiunti da parte del tennista numero uno al mondo che ha archiviato la pratica Brooksby in tre set. Il numero uno al mondo, che ora affronterà il sorprendente giapponese Mochizuki protagonista del successo su Jodar, dopo la partita si è mostrato come sempre molto disponibile durante l'intervista di rito. Anche quando il discorso si è spostato sulle sue esultanze un po' inusuali, con la mano all'orecchio per sentire l'incoraggiamento del pubblico.

L'insolita esultanza di Sinner a Wimbledon contro Brooksby, mano all'orecchio per Jannik L'intervistatore infatti si è interfacciato con molta cautela con il suo interlocutore sull'argomento: "Spero non ti dispiaccia se te lo chiedo, perché non capita spesso di vederti portare la mano all'orecchio per coinvolgere il pubblico, ma oggi l'hai fatto. Cosa ti ha spinto a quella reazione?". Una domanda forse inaspettata per Sinner che si è lasciato andare ad un sorriso imbarazzato, prima di ammettere candidamente: "Non lo so. Ho provato a…". E qui qualcuno del pubblico lo ha interrotto urlando qualcosa, probabilmente per incitare ulteriormente il campione in carica. Perché Sinner ha esultato in questo modo contro Brooksby Divertito Sinner ha proseguito: "Eccoci qui. È una cosa molto insolita per me, ma oggi ne avevo bisogno. Ero avanti di un break e stavo cercando di chiudere il match al servizio, ma non ci sono riuscito. Poi mi sono ritrovato di nuovo con un paio di match point e non sono riuscito a sfruttarli. Insomma, stavo cercando di arrivare in fretta al traguardo. Oggi l'incitamento del pubblico mi ha aiutato, quindi grazie per avermi spinto". Insomma a mali estremi, estremi rimedi per Sinner che si è lasciato andare ad una gestualità che non è proprio da lui, e che abbiamo visto spesso e volentieri da parte di altri tennisti, in primis, Carlos Alcaraz.