Caricamento player
Le Nazioni Unite hanno approvato una modifica al proprio regolamento che dovrebbe temporaneamente tamponare la situazione disastrata del suo bilancio. L’ONU si finanzia tramite i pagamenti degli stati membri: negli ultimi anni Stati Uniti e Cina, i due principali contributori, hanno mancato o ritardato pagamenti per miliardi di dollari, portando l’organizzazione sull’orlo del «collasso finanziario», com’era scritto in un rapporto di maggio. Ora le cose dovrebbero migliorare.
La regola che è stata modificata prevedeva che alla fine dell’anno l’ONU ridistribuisse tra tutti gli stati membri i fondi che non aveva speso. Questo a prescindere dal fatto che i singoli stati avessero effettivamente rispettato gli oneri dovuti: cioè l’organizzazione ridistribuiva i fondi non spesi anche tra gli stati che non avevano pagato perché il rimborso ai singoli stati era commisurato ai soldi che in teoria avrebbero dovuto versare, e non a quelli effettivamente versati.
Per fare un esempio, gli Stati Uniti dovrebbero contribuire per il 22 per cento al bilancio dell’organizzazione: è la percentuale più grande tra tutti perché sono la più grande economia mondiale e la quota di fondi che ciascuno stato membro versa all’ONU è commisurata alla sua economia. Questo significa che a fine anno l’ONU finora aveva restituito agli Stati Uniti il 22 per cento del totale dei suoi fondi non spesi, a prescindere dai debiti che avevano con l’organizzazione. Lo stesso discorso vale per la Cina, che pesa il 20 per cento sulle entrate dell’ONU, e a scalare per tutti gli altri.









