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Stati Uniti e Cina devono alle Nazioni Unite moltissimi soldi. Sono i due principali contributori al bilancio dell’organizzazione, ma stanno rifiutando o ritardando pagamenti per miliardi di dollari, creando molti problemi. In un rapporto diffuso a inizio maggio, l’ONU ha scritto che se gli stati membri non salderanno i propri debiti l’organizzazione potrebbe non essere più in grado di adempiere ai propri obblighi legali a partire da agosto, con il rischio di un conseguente «collasso finanziario».
Gli Stati Uniti sono di gran lunga il debitore maggiore. Devono alle Nazioni Unite circa 4,3 miliardi di dollari, di cui circa 2 miliardi sono quelli di bilancio ordinario, cioè i contributi regolari che ciascun paese membro versa in maniera commisurata alla propria economia, e su cui si basa il sostentamento della gigantesca struttura dell’ONU. A questi si aggiungono 2,2 miliardi per le operazioni di peacekeeping, cioè le missioni nelle aree di conflitto, e 44 milioni non pagati ai tribunali internazionali.
Il presidente Donald Trump è notoriamente ostile alle organizzazioni umanitarie, e in particolare alle agenzie delle Nazioni Unite (nonostante gli Stati Uniti siano uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, e abbiano quindi una grossa influenza sulle attività dell’organizzazione). Sostiene che svolgano iniziative contrarie agli interessi degli Stati Uniti e che siano uno spreco di soldi.








