In Puglia per ricevere cure, c'è solo una strada: avere tanta pazienza. Non importano l'urgenza o la terapia richiesta: l'attesa può essere anche di anni.È quanto accaduto a una donna che si è presentata al Policlinico di Bari lo scorso 12 giugno per una risonanza magnetica al tronco encefalico. Il suo medico curante aveva fatto una richiesta classe B (breve) da effettuarsi in 10 giorni per il sospetto di una sclerosi multipla. Ma l'urgenza non è stata abbastanza: la prima data utile comunicata è il 18 giugno 2030. La Regione, a guida centrosinistra, sta cercando da mesi di abbattere le liste d'attesa della sanità pugliese con un piano ora prorogato fino a dicembre e incontri con le aziende in programma nei prossimi giorni.Ma la situazione è in realtà diffusa. A Copertino, in provincia di Lecce, una donna si è presentata per un'ecografia tiroidea. La sua richiesta aveva urgenza D (differibile) e doveva essere soddisfatta entro 60 giorni. Anche in questo caso l'attesa è di anni: 18 luglio 2029."Dobbiamo capire perché questa prenotazione a 4 anni di una prescrizione B, sia potuta accadere. Bisogna indagare se si tratta di un problema di flusso delle prenotazioni o di errata registrazione", ha dichiarato l'assessore regionale alla salute Donato Pentassuglia."C'è sempre una percentuale di inappropriatezza prescrittiva e di duplicazione di richieste: questo va ad intasare le liste d'attesa per chi arriva ora - ha aggiunto - Non stiamo tralasciando nulla, abbiamo bisogno di fare approfondimenti per dare risposte sia per il rispetto delle norme, sia della corretta presa in carico dei pazienti".