Roma, 2 lug. (askanews) – Arrivata la scomunica del Vaticano per i Lefebvriani, sia sacerdoti che fedeli, per il delitto di scisma commesso dopo l’ordinazione dei vescovi ad Econe senza autorizzazione della Santa Sede.
La scomunica stabilita dal Dicastero per la Dottrina della Fede per la comunità dei Lefebvriani chiama in causa direttamente i vescovi della Fraternità sacerdotale San Pio X Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay, e i quattro vescovi neo-consacrati Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. Perché incorsi “ipso facto” nella scomunica “latae sententiae” riservata alla Sede Apostolica.
Nel documento firmato dal cardinale Victor Manuel Fernandez, e controfirmato dai due segretari del Dicastero (monsignor Armando Matteo, segretario per la Sezione Dottrinale e l’arcivescovo John J. Kennedy, segretario per la Sezione Disciplinare) ci si riferisce chiaramente alla consacrazione celebrata il primo luglio a Econe, in Svizzera, senza mandato pontificio e contro la volontà del Santo Padre.
Quel rito è stato – si sottolinea – “un atto di natura scismatica” ed ha sancito che sia i consacranti sia i consacrati sono incorsi nella scomunica prevista dal diritto canonico. D’ora in poi, quindi, i ministri sacri appartenenti alla Fraternità sacerdotale San Pio X “sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici”, risultando soggetti alla scomunica prevista dal diritto.










