di
Francesca Sala
Così la Corte d’Assise di Como ha chiuso il processo a carico di Corrado Paroli, 49 anni, accusato dell’omicidio della madre, Margherita Colombo, trovata senza vita il 18 novembre 2024 nell’appartamento di famiglia a Cassina Valsassina
Non imputabile per grave depressione: così la Corte d’Assise di Como ha chiuso il processo a carico di Corrado Paroli, 49 anni, accusato dell’omicidio della madre, Margherita Colombo, trovata senza vita il 18 novembre 2024 nell’appartamento di famiglia a Cassina Valsassina. Disposta l’immediata scarcerazione, con libertà vigilata per tre anni e affidamento al servizio psichiatrico territoriale. Il punto giudiziario si è giocato tutto sulla mente dell’imputato, più che sulla dinamica. Per la Procura, la donna di 73 anni sarebbe stata soffocata con la pressione di una mano o di un cuscino, dopo una tisana con un mix di sedativi. Ma a dettare la rotta è stata la perizia della Corte: uno stato depressivo «talmente profondo» da azzerare la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. Nella dialettica tra consulenze, l’accusa si era fermata alla seminfermità, la difesa alla totale incapacità; i giudici hanno scelto la seconda traiettoria.






