Margherita Colombo, 73 anni, la vittimaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Si prenda cura della sua salute, mi raccomando. È una cosa a cui la Corte tiene molto". Parole pronunciate ieri dal presidente della Corte d’Assise di Como Carlo Cecchetti, che hanno preceduto la lettura della sentenza di assoluzione di Corrado Paroli, il cinquantenne a processo con l’accusa di aver ucciso madre, Margherita Colombo, trovata morta a 73 anni sul divano nella sua abitazione di Cassina Valsassina, il 18 novembre 2024. All’esito della perizia psichiatrica disposta dal Tribunale in corso di processo, Paroli è stato ritenuto non condannabile per vizio di mente. La sua condizione è infatti risultata "completamente compromessa al momento del fatto, a causa di una profonda depressione", tale da spingere anche il pubblico ministero di Lecco Simona Galluzzo, a chiedere l’assoluzione. Al termine della lettura della sentenza, è stata disposta l’immediata scarcerazione di Paroli, con l’applicazione della libertà vigilata per tre anni e l’affidamento al servizio psichiatrico territoriale.

Quando il decesso dell’anziana donna era stato scoperto, accanto a lei c’era il figlio, privo di sensi, che ha sempre sostenuto di non averla uccisa e di aver preparato per sé stesso la tisana piena di farmaci bevuta anche dalla vittima. Fortemente intossicante, ma comunque non sufficiente a causare un decesso, che era invece stato determinato da una "insufficienza respiratoria acuta nel contesto di un’asfissia": soffocamento. Secondo l’accusa, procurato dal figlio con la pressione di una mano o di un oggetto come un cuscino che le aveva ostruito le vie respiratorie, dopo aver assunto sedativi.