<p><div class="content-image-main" itemscope itemtype="https://schema.org/ImageObject"><figure><img fetchpriority="high" itemprop="contentUrl" class="img-responsive" src="/remote/static.milanofinanza.it/content_upload/img/2026/07/202607021032174410/01_LOREAL_r-493815.jpg?w=692&h=&mode=crop&anchor=topcenter&format=webp&quality=65" alt="Una sede di L'Oréal (ph official website)" /><figcaption>Una sede di L'Oréal (ph official website)</figcaption></figure><meta itemprop="about" content="Una sede di L'Oréal (ph official website)" /></div> </p> <p>C’è chi ha brillato e chi ha perso smalto.
Ma il vero tratto distintivo di questo primo semestre dell’anno, per le società del beauty quotate in borsa, è la dispersione delle performance.
Dai rally a doppia cifra ai ribassi altrettanto marcati, i titoli del comparto hanno imboccato direzioni opposte componendo un mosaico di luci e ombre. </p> <p>Il risultato è una fotografia fatta di vincitori e vinti, ben più che di un settore nel suo complesso.
Campione assoluto è <strong>Interparfums</strong>, che dalla prima seduta dell’anno alla borsa di Parigi ha messo a segno una corsa del 32% circa.
Ma accelerazioni double-digit sono state registrate anche dall’italiana <strong>Intercos </strong>(+18%), dalla giapponese <strong>Shiseido </strong>(+14%) e dalla catalana <strong>Puig </strong>(+10%), che nei mesi scorsi ha beneficiato dell’entusiasmo degli investitori attorno alle trattative, poi concluse in un niente di fatto, con <strong>The Estée Lauder companies</strong> per una possibile fusione.








