Aol. Evernote. Vimeo. Eventbrite. Tutti protagonisti di una precedente era della tecnologia e oggi accomunati dallo stesso proprietario: una startup italiana chiamata Bending Spoons.

Dalla sua fondazione, nel 2013, la società ha acquisito oltre 50 applicazioni e siti web ormai in fase di stagnazione, riunendoli in un’unica attività che nel 2025 ha generato ricavi per 1,3 miliardi di dollari. “È il meglio di due mondi: Berkshire Hathaway e una società tecnologica”, racconta a Forbes l’amministratore delegato Luca Ferrari.

La quotazione che consacra i fondatori

Oggi la società con sede a Milano si è quotata al Nasdaq, raccogliendo 1,7 miliardi di dollari con una valutazione di 18,4 miliardi, nella più grande quotazione di una startup europea dal 2023. Ferrari e i suoi cofondatori erano già diventati miliardari quando Bending Spoons era stata valutata 14 miliardi di dollari durante un round di finanziamento nell’ottobre 2025. Ora la loro partecipazione complessiva, pari a 8,9 miliardi di dollari, vale più di grandi aziende italiane come Pirelli e Banca Generali.

La quotazione rappresenta inoltre un potenziale importante ritorno economico per gli investitori della società, tra cui il fondo britannico Baillie Gifford, la cui partecipazione vale ora 1,2 miliardi di dollari; il fondo di private equity Renaissance Partners, che detiene una quota da 980 milioni di dollari; e il gruppo media del miliardario statunitense Jim Cox, titolare di una partecipazione da 780 milioni di dollari.