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Luca Angelini

Le notizie contradditorie sul fronte dl lavoro: le aziende che mandano a casa migliaia di dipendenti e quelle (come la Ford) che riassume centinaia di ingegneri esperti. I problemi che i «bot» non sono in grado di risolvere

Notizie delle ultime settimane: Block – la società fondata da Jack Dorsey (già fondatore di Twitter), che controlla Square e Cash App – ha annunciato il taglio del 40% della propria forza lavoro, oltre quattromila persone, adducendo come causa esplicita l’avvento degli «strumenti di intelligenza». Cloudflare ha eliminato 1.120 posizioni – il 20% del personale – nonostante ricavi record nel primo trimestre del 2026: per l'amministratore delegato Matthew Prince certi ruoli «non sono i ruoli di cui le aziende avranno bisogno nel futuro».

Altre notizie di queste ore: la casa automobilistica Ford sta riassumendo centinaia di ingegneri esperti per lavorare su problemi di qualità che i sistemi automatizzati non sono in grado di risolvere. «L’intelligenza artificiale è uno strumento fantastico, ma è valida solo quanto le informazioni che si usano per addestrarla» - ha spiegato Charles Poon, vicepresidente per l’ingegneria hardware di Ford. La Commonwealth Bank of Australia ha licenziato più di 40 addetti al servizio clienti, sostituendoli con un bot vocale basato sull’intelligenza artificiale. Tuttavia, il sistema di AI non è stato in grado di gestire la situazione, causando un aumento delle chiamate e spingendo Cba a revocare i licenziamenti. IBM ha sostituito le sue funzioni di risorse umane con l’intelligenza artificiale, che gestiva circa il 94% delle richieste di routine, ma non era in grado di soddisfare il restante 6%, che comprendeva dilemmi etici. IBM ha poi annunciato l’intenzione di triplicare le assunzioni di personale di livello base negli Stati Uniti in tutte le unità aziendali entro il 2026. «Se non continuiamo a investire nelle assunzioni di personale entry-level, cosa succederà tra 3-5 anni?», si è chiesto Nickle LaMoreaux, responsabile delle risorse umane di IBM.