I patrimoni lasciati senza eredi saliranno a 20 miliardi nel 2030 e a 88 miliardi nel 2040. Chi sono i genealogisti successori e come fanno a ritrovare i parenti che hanno il primo grado utile per poter ereditare
Immaginate di ricevere una telefonata o una lettera da uno sconosciuto. Vi dice che un prozio di cui ignoravate l’esistenza è morto, e che vi spetta una quota della sua eredità: un appartamento in centro, un conto corrente a cinque cifre, o magari un terreno. Detto così, chiunque potrebbe pensare che si tratti della classica truffa che ti svuota il conto. Invece, può succedere e in futuro potrà essere anche più frequente di quanto si pensi. Perché il mercato dei genealogisti successori, dei veri e propri “cacciatori di eredi”, è in forte espansione: basti pensare che in Italia ci sono oggi circa 8 miliardi di euro in lasciti senza eredi. E le proiezioni per i prossimi anni non promettono miglioramenti. Secondo le stime dell’Evaluation Lab della Fondazione Giordano Dell’Amore per Fondazione Cariplo, i patrimoni senza un successore diretto saliranno a 20,8 miliardi di euro nel 2030, per arrivare a 88,1 miliardi nel 2040. Un tesoro immenso che rischia di finire dritto nelle casse dello Stato se nessuno lo reclama entro dieci anni. Ed è qui che entrano in gioco il lavoro di professionisti che rintracciano gli eredi legittimi di un patrimonio.










