La cinghia di distribuzione è uno dei componenti più importanti del motore, ma anche uno di quelli che genera più dubbi tra gli automobilisti. Ogni quanto va sostituita? Conviene seguire alla lettera le indicazioni del costruttore oppure anticipare l’intervento? La risposta non è sempre univoca, ma una manutenzione tempestiva può evitare guasti molto costosi.
Va ricordato, inoltre, che non tutti i motori dotati di cinghia presentano problemi di affidabilità. Esistono propulsori che hanno dimostrato nel tempo un’elevata robustezza, come il 1.5 TSI del Gruppo Volkswagen, a conferma del fatto che la presenza della cinghia non rappresenta di per sé un difetto progettuale. Tuttavia, rispetto alla catena di distribuzione, la cinghia è realizzata in materiale composito e gomma, caratteristiche che la rendono inevitabilmente soggetta a usura con il passare degli anni e dei chilometri.
Quando sostituire la cinghia di distribuzione
La sostituzione della cinghia è una delle operazioni di manutenzione più costose tra quelle previste durante la vita dell’auto, motivo per cui molti proprietari tendono a rimandarla il più possibile. Una scelta che, però, può trasformarsi in un errore molto costoso.
Se la cinghia dovesse rompersi durante il funzionamento del motore, le conseguenze possono essere estremamente gravi. Questo componente ha infatti il compito di sincronizzare il movimento dell’albero motore con quello dell’albero a camme, consentendo il corretto funzionamento delle valvole e impedendo che queste entrino in contatto con i pistoni. Quando questa sincronizzazione viene meno, il rischio è quello di provocare danni interni al motore che possono richiedere riparazioni da migliaia di euro.








