Direste mai che l'Italia è fra i tre Paesi al mondo più virtuosi in fatto di assistenza all'infanzia? In pratica si colloca in cima alla classifica perché offre gratuitamente, grazie alle politiche familiari governative, accessibilità agli asili nido, in base al reddito di ciascun nucleo. È quanto emerge da un'analisi condotta da The Economist che ha analizzato le spese per l'assistenza all'infanzia in 36 Paesi per capire quanto stiano diventando proibitivi i costi degli asili nido. Secondo questa classifica, l'Italia si comporta meglio di tutti, addirittura meglio di Germania e Francia.
Ma cosa c'è di reale? Partiamo dai dati. L'analisi del settimanale britannico scaturisce dal confronto dei costi dell'assistenza all'infanzia con i redditi medi di ciascun Paese e utilizza un parametro di riferimento di accessibilità economica stabilito dal governo americano, che raccomanda alle famiglie di non spendere più del 7% del loro reddito lordo per tale servizio. I costi netti, secondo i criteri di The Economist, includono i sussidi governativi, forniti dall'Ocse, un gruppo composto principalmente da paesi ricchi. Poiché questi sussidi possono variare in base al reddito e alle dimensioni del nucleo familiare, le famiglie prese come parametro di confronto hanno due figli di età inferiore ai tre anni, entrambi iscritti a tempo pieno all'asilo nido, con ciascun genitore che guadagna il salario medio del rispettivo Paese.






