​BELLUNO - Nel posto sbagliato al momento sbagliato. E la location scelta per prendere il sole diventa subito il primo caso di “turismo cafone” dell'estate 2026. Per fortuna, verrebbe da dire. Perché il caso poteva essere ancora più grave. Difatti, ha rischiato di amplificare a dismisura un'emergenza. È successo nei giorni scorsi. Doveva essere un intervento di soccorso: l'elicottero Leone del Suem 118, operativo dalla base di Treviso, diretto verso un rifugio della montagna bellunese per aiutare una persona in difficoltà. Doveva. Perché prima del soccorso c'è stato bisogno di “gestire il traffico” e far sgomberare alcune persone. Sembra incredibile, ma è quello che è successo: una volta arrivato nel luogo in cui sarebbe dovuto atterrare, l'elicottero si è trovato la piazzola occupata. Non da un altro elisoccorso, no. Bensì da alcuni turisti intenti a prendere il sole. Una tintarella che non è passata inosservata. Impossibile e inevitabile, perché pericolosissima. E non tanto per i raggi Uv, quanto perché ha fatto perdere tempo al personale medico in un'operazione che spesso è salvavita e in cui il tempismo d'intervento può fare la differenza tra un ricovero ospedaliero e un funerale.