di
Dafne Roat
Annamaria Sartori è stata strangolata dal figlio Giovanni Gabrielli, che ora dovrà restare 10 anni in una Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza. La parte civile aveva chiesto di indagare il movente economico
«Aiuto, aiuto». L’ha pronunciato più volte. E ancora: «Basta, basta». Nel sottofondo si sente una voce maschile, parla in dialetto: «Basta sarà quando lo dico io». Sono gli ultimi istanti di vita di Annamaria Sartori. L’anziana, 86 anni, uccisa dal figlio Giovanni Gabrielli, 62 anni, la sera del 15 giugno dell’anno scorso. Aveva attivato il Cicalino e aveva chiamato il servizio di Telesoccorso. Una registrazione che può essere letta in modi diversi. «Ha chiamato perché aveva paura, la stessa paura che l’aveva indotta a non aprire al figlio, perché aveva un percorso di vita con lui, l’aveva depredata dei soldi con diversi prelievi, con piena consapevolezza dell’imputato», ha osservato l’avvocato di parte civile Andrea de Bertolini. Ma per la Procura la chiave del delitto è da ricercare solo nella condizione psicopatologica di Gabrielli. E la Corte d’assise si è allineata al pubblico ministero e alle conclusioni del perito Fabio Bonadiman. «Gabrielli non è imputabile»: ha stabilito il collegio. «Assolto per vizio totale di mente».






