Non sono i gol di Haaland. E nemmeno gli assist di Olise. La vera costante di questo Mondiale è la presenza sugli spalti di Gianni Infantino. Dall’11 al 27 giugno il presidente FIFA ha assistito a ben 24 partite in 17 giorni. Ma in che modo è potuto accadere tutto questo? Semplice. Inquinando da solo quanto 78 persone fanno mediamente in un intero anno. Durante la fase a gironi è bastato un jet privato per viaggiare da uno stadio all’altro. E grazie a un report pubblicato dalla BBC emerge un dato significativo: i viaggi di Infantino hanno generato emissioni per 516 tonnellate di CO2: secondo i dati pubblicati dall’UE, un singolo individuo ne emette in un anno mediamente 6,56.

I viaggi di Infantino: 27 voli per 24 partite

Alla vigilia dei Mondiali più discussi di sempre Infantino era stato chiaro. “Che si tratti di clima, diritti umani, malattie o disabilità, ci impegniamo a fare la nostra parte“. E in effetti il presidente ci ha messo del suo: perché 27 voli in meno di tre settimane può essere considerato un record. Secondo l’analisi del broadcasting britannico il jet privato di Infantino ha percorso almeno 31.144 miglia (ovvero 50.122 chilometri) volando per più di 66 ore. La tratta più lunga è stata di 2.800 miglia (e quindi 4.507 chilometri) da Vancouver a Miami. Pur di non perdersi due partite nello stesso giorno Infantino ha attraversato gli Stati Uniti, da Miami a Seattle per Belgio–Egitto. E poi da Seattle a Los Angeles per Iran–Nuova Zelanda. Tutto in meno di 24 ore.