Ha 29 anni, è originario del Pakistan ma vive da anni nel nord Italia dove fa il rider. Durante una consegna è stato aggredito e insultato, ora sogna un nuovo lavoro per dare un futuro migliore a suo figlio piccolo: “Sto facendo di tutto, ma i soldi non bastano”, racconta a Fanpage.it.

La redazione di Fanpage.it raccoglie storie e testimonianze di rider che denunciano discriminazioni e condizioni di lavoro ingiuste. Se anche tu vuoi raccontare la tua storia, puoi scriverci cliccando qui.

"Faccio il rider, anche coprendo il maggior numero di ore possibile durante il giorno non guadagno più di 400 euro al mese. Non chiedo mai la mancia, ma quando l'ho fatto la persona mi ha preso per il collo e mi ha riempito di insulti razzisti". A raccontare a Fanpage.it la sua storia è un rider 29enne, originario del Pakistan e residente in Italia dal 2010. Preferisce restare anonimo per "non avere problemi". "Ho bisogno di questo lavoro – sottolinea – ma ne desidero uno dove non vengo discriminato o trattato come uno schiavo". Aveva 14 anni quando è arrivato in Italia, e a causa delle difficili condizioni economiche in cui si trovava la sua famiglia non ha proseguito con gli studi. Si è stabilito nel nord Italia dove ha fatto prima il metalmeccanico e poi il rider, sperimentando il peggio di questa nuova forma di caporalato. Una situazione analoga a quella che stanno vivendo tantissimi lavoratori in tutte le città d'Italia che in questi giorni lamentano condizioni massacranti aggravate dall'emergenza caldo.