HomeRavennaCronacaLe estorsioni del finto maresciallo. Banda smascherata dai carabinieriI militari imolesi hanno individuato sei campani, che rispondono di associazione a delinquere. Le indagini partite da un tentato raggiro a un 75enne. Episodi contestati anche a Faenza.I carabinieri hanno individuato i soggetti ritenuti parte di un sodalizio dedito a truffare gli anziani. I militari sono impegnati in campagne informative contro i raggiriRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAssociazione a delinquere finalizzata all’estorsione. È l’accusa di cui rispondono cinque ventenni campani, ritenuti responsabili di almeno 18 episodi di raggiri ad anziani commessi con minacce e intimidazione. Da qui l’inedita contestazione, mossa dalla Procura di Firenze, che ha coordinato la complessa indagine condotta dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Imola. Al termine della quale, nei confronti di cinque dei sei indagati sono state disposte le misure cautelari dell’obbligo di dimora e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Nei guai sono finiti Antonio Bizzarro, Nicola Tarantino, Davide Cerrone e Francesco Milone, tutti residenti a Melito, oltre a Gaetano Palomba, residente a Giugliano. Le indagini dei militari dell’Arma sono partite da una tentata truffa ai danni di un settancinquenne imolese a dicembre del 2023. In quella circostanza il pensionato era stato agganciato con la solita telefonata del finto maresciallo, che lo aveva informato di un suo parente stretto trattenuto in caserma dopo aver causato un incidente e della necessità di pagare perché venisse liberato. L’uomo all’inizio aveva creduto alle parole dei truffatori e aveva accettato di accogliere in casa i due sedicenti militari dell’Arma incaricati di recuperare la ‘cauzione’, ossia preziosi e soldi che l’anziano custodiva in casa. Poi, accortosi che qualcosa non andava, li aveva cacciati via, non prima però di annotare marca e modello dell’auto su cui viaggiavano, che aveva poi subito comunicato ai carabinieri, quelli veri. Che in un attimo, grazie a queste fondamentali informazioni, erano riusciti a rintracciare e bloccare la coppia, che era quindi stata denunciata a piede libero. Nella circostanza, i militari dell’Arma avevano sequestrato i cellulari in uso ai due: quelli personali; e quelli usa e getta, utilizzati esclusivamente per comunicare con la loro ‘centrale operativa’ della truffa a Napoli e da distruggere una volta completata la missione in trasferta. Sono stati proprio i telefonini a parlare: attraverso l’analisi dei contenuti, i carabinieri del Nucleo operativo hanno ricostruito il modus operandi del sodalizio e la rete di cui i due ‘soldati’ facevano parte. In questo modo hanno anche ricostruito diciotto episodi di raggiro e furto, messi a segno tra il 2023 e il 2024, oltre che a Imola – dove gliene sono contestati due – anche a Firenze, Pisa, Bologna, Faenza e Forlì-Cesena.