HomeViareggioCronacaScuola di Stiava chiusa. Ora la questione si sposta sui trasportiIncontro tra Amministrazione comunale e Consiglio d’Istituto. Il problema è il sostegno economico alla famiglie per gli spostamenti.La sindaca Simona Barsotti e l’assessora comunale all’istruzione Silvia Barsotti hanno incontrato i rappresentanti del Consiglio d’istitutoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciDopo la chiusura della scuola primaria di Stiava, dichiarata inagibile a seguito delle verifiche di vulnerabilità sismica e problematiche di carattere statico, e con il conseguente trasferimento delle classi a Piano di Conca dal prossimo anno scolastico, il fronte della discussione si sposta ora sui trasporti. È questo il tema che più preoccupa le famiglie, riunite nei giorni scorsi in un acceso confronto con il Consiglio d’Istituto dell’Armando Sforzi alla presenza della dirigente scolastica Anna Fausti. La sindaca Simona Barsotti e l’assessora alla scuola Silvia Barsotti hanno confermato la volontà dell’amministrazione di trovare le risorse economiche necessarie per attivare un servizio di scuolabus dedicato. Un impegno politico che, almeno per il momento, resta però legato alla disponibilità dei fondi. Il primo ostacolo riguarda proprio la capienza del mezzo. Il pulmino individuato può trasportare fino a 28 bambini, mentre gli alunni delle classi della primaria di Stiava che a settembre frequenteranno la scuola di Piano di Conca sono 79. Anche riuscendo ad attivare il servizio, resterebbe quindi scoperta una parte consistente degli studenti. È il punto sul quale si concentrano le domande dei genitori. Molti si chiedono se, essendo stati costretti a trasferire i propri figli in un plesso diverso da quello della frazione di residenza, ma appartenente allo stesso istituto comprensivo e allo stesso Comune, abbiano diritto al trasporto scolastico gratuito. La primaria è una scuola dell’obbligo e, sostengono alcune famiglie, il trasferimento imposto dall’inagibilità dell’edificio dovrebbe comportare anche la garanzia di raggiungere la nuova sede senza dover ricorrere necessariamente all’auto privata. C’è poi un’altra questione che va oltre il singolo caso. Se il servizio non potrà coprire tutti gli alunni, molte famiglie saranno costrette a organizzarsi autonomamente, con inevitabili ripercussioni sulla viabilità negli orari di ingresso e uscita da scuola. Un tema che riguarda anche la mobilità sostenibile, perché decine di automobili si riverserebbero ogni giorno verso Piano di Conca per accompagnare bambini che, fino a pochi mesi fa, frequentavano la scuola del proprio paese.