TRENTO. Si è conclusa con un patteggiamento davanti al Tribunale di Trento la vicenda che ha visto contrapposti due fratelli cinquantenni per un furto avvenuto in un appartamento dell'Alta Valsugana finito all'asta dopo un pignoramento.

Secondo l'accusa, l'imputato aveva portato via senza autorizzazione cinque porte interne con i relativi telai, una stufa a pellet, due lavabi, un serramento di accesso al sottotetto e il parapetto della scala, per un valore stimato di oltre 11 mila euro. Il nuovo proprietario dell'immobile, fratello dell'imputato, aveva documentato con il cellulare il trasloco e successivamente denunciato i fatti ai carabinieri.

Assistito dall'avvocato Maurizio Roat, il proprietario si è costituito parte civile chiedendo un risarcimento di 16.500 euro, di cui 11.500 per i danni materiali e 5.000 per il danno morale.

Davanti alla giudice Marta Schiavo, l'imputato, difeso dall'avvocata Michela Frachetti, ha patteggiato la pena di un anno, due mesi e dieci giorni, con sospensione condizionale subordinata al pagamento di 4 mila euro alla parte civile. Assolta invece la compagna dell'uomo, difesa dall'avvocato Remo Libardi, per la quale la Procura aveva chiesto una condanna a un anno e nove mesi.