La grande storia è al centro del libro che verrà presentato domani alle 18 nel Giardino dei lecci di Villa Bertelli nel quadro della stagione di talk-show Parliamone in Villa. Il libro si intitola "Voglio uccidere Mussolini", autore Bruno Manfellotto. Dialogherà con l’autore il giornalista Enrico Salvadori. Tra il 1925 e il 1932 furono ben quattro gli attentati alla vita di Mussolini e cinque quelli progettati e non realizzati. Ma chi erano gli attentatori? Agivano da soli o erano parte di una rete organizzata? Manfellotto è stato anche direttore de L’Espresso.

Nel suo avvincente racconto Manfellotto parla di Tito Zaniboni che viene arrestato il 4 novembre 1925 prima che spari al Duce. Ma il tentativo vano di Zaniboni, deputato socialista, non resta isolato. Ne seguono altri tre. Il 7 aprile 1926 un’aristocratica irlandese, Violet Gibson, spara a Mussolini, che si salva per caso: la donna, dichiarata pazza, finirà la sua vita in manicomio. L’11 settembre l’anarchico apuano Gino Lucetti lancia sull’auto del capo del governo una bomba a mano che rimbalza sul cofano ed esplode lontano. Il 31 ottobre, a Bologna, la folla lincia il quindicenne Anteo Zamboni accusato di voler uccidere il Duce: è disarmato. Tra il 1931 e il 1932, poi, sono progettati e non realizzati altri cinque attentati. Bruno Manfellotto racconta la vita di ogni attentatore, i motivi che li spingono a tali gesti, le deboli alleanze che li sostengono, la solitudine in cui sono lasciati e le trame in cui cadono. E ricostruisce gli eventi che in pochi anni cancellano la democrazia e aprono la strada alla dittatura e alla tragedia finale.