Emanuele Palumbo, in arte GeolierRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSarà che non c’è nessuno che ha cantato in giro per l’Italia, in napoletano, come lui. Non c’è nessuno che è arrivato cantando a San Siro come Geolier. E non c’è nessuno capace di catalizzare l’energia come il 26enne di Napoli che ormai crede più di ogni altro che “Tutto è possibile“. E non è un caso che questo sia il titolo del suo ultimo album, che il rapper porta per la prima volta live a Firenze stasera alle 21 all’Ippodromo del Visarno.

Perché è uno show che racconta il percorso di Geolier dall’inizio, dall’album “Emanuele“ passando per “Il coraggio dei bambini“ e “Dio lo sa“, senza dimenticare la partecipazione a Sanremo con “I p’ me tu p’ te“ e il successo di “Canzone d’amore“. Geolier lo fa mettendo insieme tre parole chiave: desiderio, fatica e libertà. Crismi, questi, che conducono ad un percorso scandito da quattro sigilli, come se fosse un percorso iniziatico. In fondo, neanche il giovane Emanuele Palumbo si sarebbe immaginato di realizzare un sogno.

Sono quattro gli atti di questo concerto in cui si dipana la sua produzione: si parte con il “Sigillo della Promessa“, nel racconto di chi crede nel proprio talento, passando per il “Sigillo del Sangue“, che mette al centro la devozione verso la famiglia, il quartiere, la città e la fede. C’è poi il “Sigillo del Riscatto“, per celebrare la scalata che gli sta facendo vivere il successo, che diventa centrale nel “Sigillo della Gloria“, dove l’artista è già al culmine, ma non ha nessuna intenzione di scendere. E infatti vola, in un movimento scenico, sulle note di “64 bars“.