Se non fosse scritto in napoletano ma in inglese, “Tutto è possibile” di Geolier sembrerebbe sbarcare dritto dritto dall’America. Super produzioni, ritmo che cattura al primo ascolto e soprattutto sono tante, tantissime le parole di Geolier che abbracciano non solo il mondo del rapper (la vita personale, la famiglia, gioie e dolori del successo), ma anche ciò che accade nel mondo esterno, laddove la delusione e il disincanto hanno la meglio sull’ottimismo. Per citare il rapper “non trovi niente finché non trovi prima te stesso” (da “Un ricco e un povero”). Sgomberiamo subito il campo: questo è il disco più bello di Geolier e uno dei migliori del mondo dell’hip hop italiano, tra quelli usciti in questi anni.
La benedizione di Pino Daniele dà il via a tutto il progetto
Non è un caso che il disco si apra con la “benedizione” di Pino Daniele. Una piccola gemma che segna, in qualche modo un passaggio di consegne e la canzone tratta di un tema delicato che si riassume nella domanda amletica: “Che ne sai se domani cadi e voli?”. Nel disco ci sono anche collaborazioni importanti come con 50 Cent, il golden boy Kid Yugi, Sfera Ebbasta, Anna e Anuel AA.
“Sonnambulo” parte con la carica e uno sfogo personale: “Ho voluto tutto il Sud sulla mappa. Ci siamo evoluti discutendo con le forze dell’ordine, di quanto la politica non faccia un cazzo”.






