C’è una frase che è la direzione de “L’Italia che verrà. Note per il cambiamento che serve”, il nuovo libro collettivo di Piano B, edito da Donzelli e dal 26 giugno disponibile in libreria e negli store online: mai così connessi, mai così soli. Si tratta della fotografia di un Paese iperconnesso e insieme frammentato, dove la tecnologia ha moltiplicato i contatti senza in verità rigenerare i legami. Ed è da qui, da questa contraddizione, che comincia il secondo capitolo di un progetto nato nel 2022 (ancora prima, post esperienza Forum Civico del 2018), dall’incontro di persone con storie differenti (economisti, sociologi, demografi, giuristi, rappresentanti di terzo settore), tenute però insieme da quella che gli stessi promotori definiscono un’“amicizia politica” e da una preoccupazione condivisa, quella di una politica sempre più debole.

Dopo l’esordio del 2024 con “Piano B. Uno spartito per rigenerare l’Italia”, il gruppo pubblica ora un volume pensato esplicitamente come manuale di dibattito in vista delle prossime elezioni politiche. Non un programma elettorale, non un partito – fuor di etichette semplificatorie – ma una cassetta degli attrezzi concettuale per rimettere al centro del discorso pubblico un tema che la politica italiana fatica a intercettare, ossia qualità dei legami sociali come infrastruttura del Paese, ben oltre il suo ornamento residuale.