«Mai così connessi, mai così soli». Il secondo libro del progetto collettivo Piano B, L'Italia che verrà, Note per il cambiamento che serve, parte da questa contraddizione e mira a diventare un «manuale» di dibattito pubblico in vista delle prossime elezioni, che attendono i cittadini italiani entro gennaio 2028. Da oggi in tutte le edicole fisiche e digitali. Il gruppo di autori di Piano B nasce nel 2022, dopo l’esperienza del Forum civico nel 2018 e unisce in «un’amicizia politica» attivisti, professori e professionisti desiderosi di ricucire lo strappo tra la società civile e sfera politica, attraverso partecipazione attiva e tessuti relazionali rinnovati.

Per lo Strega servono nervi saldi, ma siamo tutti sullo stesso pulmino

Dopo il crollo del Muro nel 1989, lo scoppio della globalizzazione e la rivoluzione digitale, ci troviamo in società frammentate, «liquide», come sosteneva il sociologo Zygmunt Bauman nel suo classico del 2000 Modernità liquida. Ma anche isolate dalla tecnologia, come spiegava la psicologa Sherry Turkle in Alone together (2011).

I 19 autori del libro sono concordi sull’espressione «patologia sistemica» per descrivere questo fenomeno complesso, figlio di decenni di scelte culturali, economiche e organizzative che, secondo il gruppo, «hanno premiato l’efficienza individuale sulla relazione, la prestazione sulla cura, la competizione sulla cooperazione».