HomeArezzoCronacaGiuseppe, angelo della piscina. “Così ho salvato il ragazzo in arresto cardiaco”. Ora Lele si è svegliato dal comaDecisivo un infermiere uscito dal turno: capisce l’emergenza e si precipita a soccorrere il giovane. “Minuti di sforzi poi ha ripreso a respirare”. L’applauso dei presenti. “Un bambino mi ha abbracciato”I soccorritori durante l’intervento nella piscina dove un ragazzo si è sentito male. A destra l’infermiere Giuseppe SergiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 2 luglio 2026 – Aveva appena terminato il turno di lavoro in sala operatoria all’ospedale San Giuseppe e aveva deciso di trascorrere qualche ora di relax in piscina con un amico. Ma quel pomeriggio si è trasformato in una corsa contro il tempo per salvare una vita. Protagonista della vicenda è Giuseppe Sergi, infermiere trentenne, che sabato è stato il primo a intervenire per soccorrere un ragazzo fragile di 35 anni colpito da un arresto cardiaco in una piscina privata.
Il racconto
“Ero a bordo vasca quando ho visto un gruppo di persone agitarsi e chiedere aiuto. Ho capito subito che stava succedendo qualcosa di grave e mi sono precipitato”, racconta Giuseppe. “Ho visto il bagnino tirare fuori dall’acqua un ragazzo cianotico. Era in arresto cardiaco, non c’era tempo da perdere”. Giuseppe ha iniziato immediatamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare e non ha mollato quel ragazzo per tutto il tempo che serviva a metterlo fuori pericolo. “Ho praticato il massaggio cardiaco per diversi minuti. Nel frattempo il bagnino ha portato il defibrillatore e lo abbiamo collegato, ma il dispositivo non ha consentito la scarica perché il ritmo cardiaco non era defibrillabile. In quei casi bisogna continuare senza fermarsi”. Minuti interminabili, durante i quali mantenere la lucidità è fondamentale.







