HomeLeccoCronaca“Una montagna russa di emozioni”, l’impresa immortale dei Ragni di Lecco: aperta una nuova via sul pilastro del K7I quattro alpinisti sono stati sei giorni in parete nel Pakistan, 1.600 metri di roccia e ghiaccio e 30 tiri di corda sul versante Sud-Est finora inviolato: “L’abbiamo ribattezzata Rollercoaster. La cima era vicina, ma ci siamo dovuti arrendere”Da sinistra, Matteo Della Bordella , Giacomo Mauri, Mirco Grasso e Luca DucoliRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLecco, 2 giugno 2026 – Un sogno gigante, alto 1.600 metri di roccia e ghiaccio in verticale. È il sogno della parete sud-est dek K7, montagna del massiccio del Masherbrum nella catena del Karakorum, in Pakistan. Quel sogno gigante, all’apparenza impossibile, Matteo, Giacomo, Mirco e Luca lo hanno realizzato.

I Ragni di Lecco Matteo Della Bordella, alpinista varesino di 42 anni dopodomani, e Giacomo Mauri di 26, insieme all’alpinista 33enne veneto Mirco Grasso e al componente della prima edizione del Cai Eagle Team Luca Ducoli, 25enne della Valcamonica, hanno aperto per primi una nuova via sulla parete est del K7 Main, 6.934 metri di altezza. Gli alpinisti in cordata

Nel segno dei grandi

La vetta non è stata conquistata, sarebbe stato troppo pericoloso inseguirla, ma la loro resta un’impresa immensa, quanto la parete che hanno scalato. Un’impresa che rievoca quella di altri mostri sacri italiani dell’esplorazione nell’alpinismo di cui sono degni eredi: Walter Bonatti, Reinhold Messner, Riccardo Cassin, Ardito Desio.