È uno scrittore di destini e piccoli mondi Francesco Zani, e dopo l’esordio di Parlami (Fazi, 2023) ora torna in libreria con Come ti difendi (Mondadori, pp. 216, euro 19), un romanzo ambientato nel microcosmo della provincia romagnola degli anni ’70. Ma più che le atmosfere trasgressive dell’epoca dei movimenti e degli Altri libertini di Tondelli coi loro slang giovanili, qui tra l’altro citato in esergo, nel libro sembra di ritrovare un conio novecentesco, quello degli eterni romanzi di formazione pieni di perdenti di un maestro appartato da poco scomparso, Gilberto Severini, cantore delle piccole patrie marchigiane.
I DESTINI di questo romanzo si inseguono nella curva esistenziale di due ragazzi sulla linea d’ombra della vita adulta dal 1977 al 2016, e in capitoli quasi sempre cronologicamente consequenziali. Da una parte Sergio, ultimo figlio di una famiglia di pescatori di tonni dell’Adriatico, e dall’altra Armando, promessa del tennis che corre instancabile e vitalistico sulla terra rossa, ignari dei propri futuri.
QUELLO CHE LI LEGA è trovare un proprio posto nel mondo, un destino biografico che mi pare sia il tema che più sta a cuore all’autore. Cioè il farsi, il formarsi del carattere tra l’io e il mondo, quel condensato complesso di genetica, memoria, caso e contesto che determinano una vita: la riuscita e la sconfitta, lo smacco e la gloria. Intorno, come contesto sensibile, la piccola città di Cesenatico e dintorni che il romanzo trasforma da cartolina turistica a mondo del lavoro e della fatica, in un ambiente marinaro abilmente descritto in tutte le sue forme, dagli interni domestici e famigliari a quelli pubblici, corali, con le sue mentalità. Comprese le uscite in mare aperto sul peschereccio Pantelleria di una ciurma composta da personaggi picareschi sempre ebbri, l’aria sordida del night club, o l’attività economica della riviera tra azzardi, usurai, stagioni fortunate o clamorosi tracolli esistenziali e commerciali, il sottobosco torbido dominato dal potere corruttivo dei soldi. La vera assente è la Storia della nazione, i moti collettivi, che sembrano distanti da questo mondo chiuso e autosufficiente.








