Paolo Stella torna a casa: Forlì, la sua Forlì. Domani lo scrittore (e mille altre cose, vedremo poi) è al Giardino Gio (ore 20.30, corso della Repubblica 119) e nell’ambito della rassegna ‘Libri in corso’ presenterà il suo volume fresco di stampa: True (edito da Mondadori). True vuol dire vero.
Paolo, perché... vero? "Dieci anni fa circa pubblicai il mio primo libro, Meet me alla boa: lì non c’era tutta la verità".
Era una straordinaria ma tragica storia d’amore: morì Marti, compagna di Franci. "Nasceva da una storia reale, la mia: in realtà nel libro quel Franci ero io, mentre Marti era Franci, Francesco, morto a 28 anni a Parigi nell’ottobre del 2011. Era il mio compagno. Stavamo insieme da sette mesi".
Perché la raccontasti in forma eterosessuale e non com’era davvero, cioè omosessuale? "Per due motivi. Il primo: all’epoca non ero ufficialmente dichiarato. Non lo nascondevo con chi mi stava vicino, ma facendo l’attore mi era stato consigliato di non rendere pubblica la mia identità sessuale. Secondo motivo: facendo coming out temevo che la componente sessuale – Paolo Stella è gay – si mangiasse la storia d’amore, potente, che c’è in quel libro".
Con True fai coming out. "L’ho fatto da tempo, ma sentivo l’importanza, l’urgenza, direi quasi il dovere civico con questo libro di trattare il tema del non dichiararsi".






