Il legame tra crisi climatica e questione di genere è ancora poco studiato», afferma Martina Albini, coordinatrice del centro studi WeWorld, organizzazione no profit italiana indipendente che da oltre 50 anni lavora in Italia e in più di 20 paesi nel mondo. «E la ricerca On our lands, on our bodies (Sulle nostre terre, sui nostri corpi), da noi condotta in collaborazione con il centro di ricerca Arco, nasce dalla nostra specificità che è quella di leggere i fenomeni attraverso una lente di genere per poi dare una risposta ai bisogni e alle aspirazioni specifiche delle donne».
Albini, in che modo avete condotto la ricerca?
La ricerca si è svolta in tre paesi: Brasile, Kenya e Tanzania. In Brasile abbiamo coinvolto una ong locale, la Avuar Social, mentre in Kenya e Tanzania abbiamo impiegato il nostro staff locale. L’approccio è sicuramente innovativo perché questa ricerca non si concentra sulla semplice correlazione tra cambiamento climatico e disuguaglianze, bensì sul sapere esperienziale delle comunità rurali e indigene. Le pratiche attraverso cui queste comunità abitano i territori, vivono la crisi climatica, reagiscono agli eventi estremi e costruiscono strategie quotidiane di adattamento e cura costituiscono forme di conoscenza a tutti gli effetti.







