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WeWorld

Diritti, nuove generazioni, conflitti, ambiente, parità di genere. Base Milano ospita la 16ma edizione del WeWorld Festival (15-17 maggio), la manifestazione promossa da WeWorld - organizzazione umanitaria attiva da 50 anni in venti Paesi per difendere i diritti fondamentali delle persone - che mette al centro i temi dell'inclusione sociale. Il titolo scelto per il 2026, "Unite e Plurali — Meglio parlarne prima che mai", sintetizza la volontà di aprire uno spazio di confronto pubblico sui nodi più urgenti del presente: corpi, crisi climatica, periferie e rappresentazione. Per tre giorni Base Milano si trasforma in uno spazio multidisciplinare attraversato da linguaggi diversi: talk, cinema, reading, fotografia, musica, performance e laboratori. L'obiettivo è coinvolgere soprattutto le nuove generazioni, considerate protagoniste attive nella ridefinizione di relazioni e modelli culturali. Tra gli ospiti figurano la scrittrice Lidia Ravera, il fotografo Magnum Alex Majoli, lo scrittore Jonathan Bazzi, la giornalista Giulia Siviero, l'economista Azzurra Rinaldi, le attrici Alice Mangione e Chiara Becchimanzi, oltre alle attiviste Pegah Moshir Pour e Alessia Nobile. Un ampio spazio viene dedicato al cinema e alle performance dal vivo. Tra gli appuntamenti più attesi ci sono l'anteprima del documentario 'How To Build a Library', il reading 'Letters from Gaza' con Lidia Ravera, il monologo inedito di Alice Mangione e la performance 'Cassetta degli attrezzi femminista'. In programma anche la proiezione di 'Everyday in Gaza', il corto prodotto da WeWorld e neo-vincitore del David di Donatello. Il festival ospita inoltre due progetti fotografici dedicati ai temi della marginalità sociale e delle nuove generazioni. 'Dentro le periferie' riunisce gli sguardi di Alex Majoli, Arianna Arcara, Camilla Miliani e Cecilia Vaccari in un racconto delle periferie urbane italiane, mentre 'Dream Big', realizzato da Gaia Squarci insieme a ragazze e ragazzi coinvolti nei programmi di WeWorld in Kenya, affronta il tema della parità di genere attraverso immagini e fotografia partecipata. "Da 16 anni WeWorld sceglie di fare un festival sulla parità di genere perché crediamo che il cambiamento non passi solo dagli interventi diretti, ma anche dalla capacità di trasformare la società nel suo insieme -, ha spiegato il presidente di WeWorld, Marco Chiesara - Il Festival vuole essere uno spazio pubblico in cui mettere in discussione ciò che diamo per scontato". Per Greta Nicolini, direttrice del WeWorld Festival, "Unite e Plurali è un invito a riconoscere che nessuna conquista è davvero individuale: le lotte delle une sono sempre, in qualche modo, le lotte di tutte". Nicolini sottolinea come "parlare oggi di diritti, relazioni ed educazione affettiva significhi scegliere di non rimandare", all'interno di un contesto segnato da nuovi linguaggi d'odio. Il festival è un'occasione per parlare di Ucraina e delle iniziative che WeWorld porta avanti nel Paese, in particolare del progetto Smina, finanziato dalla Cooperazione Italiana. WeWorld Festival è patrocinato dalla Città Metropolitana di Milano e Comune di Milano. Si svolge all'interno dei progetti Passi Avanti e WeCare con il contributo di Fondazione Cariplo, Rebooting the Food System e World: Our World Our Planet sostenuti dall'Unione Europea tramite i programmi Dear e Erasmus+, EcoRevolution con il contributo della Fondazione Comunità Milano e con il sostegno dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).