ROMA – 1° giugno, ore 15 circa, Amendolara, Cosenza. Quattro braccianti agricoli – tre afghani e un pakistano - muoiono carbonizzati dentro una Chrysler Voyager, ferma in una stazione di servizio sulla statale 106 jonica. I loro "caporali” assassini li avevano chiusi dentro, dopo averli cosparsi di benzina e gettato carburante sui sedili dell’auto. Poi hanno dato fuoco a tutto. Quel giorno stesso i lavoratori avevano protestato perché non venivano pagati da più di un mese, pur continuando a lavorare ogni giorno alla raccolta delle fragole. Quella protesta è costata loro la vita: quando la richiesta di giustizia diventa una condanna a morte
La contabilità della disperazione e le misure del governo contro il caporalato. Ricordiamo quel fatto, che svela ancora una volta alcune delle enclave di inciviltà nel nostro Paese che fanno vergogna. Un fatto chesi lega alla quotidiana contabilità della disperazione di centinaia di migliaia di immigrati, più o meno regolari, preda di autentici delinquenti, italiani e non solo, che sfruttano spudoratamente e impunemente queste persone. Di fronte a tutto ciò, ieri la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone è intervenuta nell’aula di Montecitorio per un'informativa urgente, proprio a seguito della strage dei braccianti di Amendolara. Alla ministra è stato chiesto di fare il punto sulle politiche di sicurezza sul lavoro e di illustrare le contromisure del Governo contro il caporalato.






