Il deputato M5s Mario Perantoni ha depositato oggi, mercoledì 1 luglio, un'interpellanza al Governo per chiedere chiarimenti sul progetto Tavolara Bay, il resort di lusso che dovrebbe nascere a Cala Finanza, in Gallura. Il parlamentare chiede di sapere quali ragioni di interesse pubblico abbiano portato Roma ad autorizzare l'intervento nonostante i pareri contrari degli enti territoriali e degli organi di tutela del paesaggio, e come il governo intenda garantire il rispetto delle prerogative costituzionali della Sardegna in materia di governo del territorio. L'interpellanza arriva nello stesso giorno in cui centinaia di manifestanti si sono radunati sul posto per protestare contro il progetto, con la partecipazione di una delegazione M5s guidata dal senatore Ettore Licheri.Cala Finanza è un tratto di costa nel territorio di Loiri Porto San Paolo, affacciato sull'area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, uno dei paesaggi costieri più integri della Sardegna nord-orientale. Da qualche mese è anche il nome con cui la cronaca sarda indica una delle vicende urbanistiche più controverse degli ultimi anni sull'Isola. Al centro c'è il progetto Tavolara Bay, promosso dalla società Tavolara Bay Srl, riconducibile al gruppo immobiliare e hotelier brasiliano Jhsf, proprietario della catena di lusso Fasano, con un assetto societario che secondo le ricostruzioni giornalistiche coinvolge veicoli finanziari registrati tra Lussemburgo, Bahamas, Isole Vergini Britanniche, Malta, Delaware e Wyoming. Nella sua versione più ampia, riportata dai media ma non ancora formalizzata in alcuna pratica ufficiale secondo quanto dichiarato dall'assessore regionale all'Urbanistica Francesco Spanedda, il piano prevederebbe un hotel a cinque stelle da 50 camere, una trentina di ville di grandi dimensioni, ristoranti, servizi commerciali, un porto turistico e un campo da golf, su un'area di alcune decine di ettari tra Cala Finanza e Punta La Greca. L'unica pratica risultante agli uffici pubblici riguarderebbe invece un intervento più contenuto, il cambio di destinazione d'uso di una villa esistente in ristorante e la realizzazione di un glamping con moduli abitativi amovibili, a cui però si sono già opposte tutte le amministrazioni coinvolte.Il nodo che ha acceso lo scontro istituzionale riguarda lo strumento con cui il progetto ha ottenuto il via libera. Il governo avrebbe infatti autorizzato l'intervento attraverso la procedura della Zes Unica, la Zona economica speciale pensata per accelerare gli investimenti produttivi nel Mezzogiorno accorpando in un'unica autorizzazione i pareri necessari. Il 9 febbraio 2026 la Struttura di missione della Presidenza del Consiglio ha rilasciato così l'autorizzazione unica numero 74 in favore di Tavolara Bay Srl, nonostante i pareri contrari già espressi in Conferenza dei servizi da Regione Sardegna, Ministero della Cultura e Soprintendenza. Per i critici, tra cui il Gruppo di Intervento Giuridico (Grig), uno strumento nato per il rilancio produttivo del Sud sarebbe stato qui utilizzato per bypassare le tutele paesaggistiche di un'area vincolata.La Regione Sardegna, guidata da Alessandra Todde, ha reagito presentando ricorso al Tar per chiedere l'annullamento dell'autorizzazione unica, con udienza cautelare fissata per l'8 luglio, e non esclude di arrivare fino alla Corte costituzionale se lo scontro sulle competenze tra Stato e Regione non si dovesse risolvere in sede amministrativa. Anche sul fronte comunale la vicenda ha avuto sviluppi rapidi: il Consiglio di Loiri Porto San Paolo aveva approvato all'unanimità, nel novembre 2025, la delibera numero 50 che riclassificava l'area da zona H2, a tutela integrale, a zona F2, destinata a insediamenti turistici "spontanei" senza nuove volumetrie, un presupposto amministrativo indispensabile per il progetto. Il 30 giugno il sindaco Francesco Lai ha però annunciato in aula il ritiro di quella delibera in autotutela, dopo che gli uffici tecnici comunali avevano riscontrato interventi non autorizzati nell'area. Nella stessa seduta ha rassegnato le dimissioni l'assessore al Turismo Riccardo Biancu, fratello dell'amministratore delegato di Tavolara Bay Alberto Biancu, che ha parlato di una scelta dettata da ragioni di trasparenza pur dichiarando di non essersi mai occupato del dossier.Sul piano giudiziario, la Procura di Tempio Pausania ha intanto aperto un fascicolo che ipotizza reati amministrativi, societari e ambientali, in seguito a denunce su presunte speculazioni e irregolarità legate al progetto. Anche la stessa società promotrice ha in parte fatto un passo indietro: all'inizio di giugno Tavolara Bay Srl ha depositato al Tar una memoria in cui rinuncia, per la stagione 2026, ai nove moduli abitativi stagionali e ai sentieri previsti nelle aree boschive, senza tuttavia ritirare l'impianto complessivo del progetto.La mobilitazione popolare, nel frattempo, non si è fermata nemmeno dopo la retromarcia del Comune. Il Grig e un comitato di cittadini di Loiri hanno raccolto oltre centomila firme in petizioni online, mentre il movimento indipendentista Liberu ha organizzato il 1 luglio il presidio a Cala Finanza sotto lo slogan "Cala Finanza non si tocca", rivendicando la battaglia come una questione che riguarda la tutela di tutto il litorale sardo e non solo di quest'area.
Cala Finanza, il M5s presenta un'interpellanza al Governo sul resort Tavolara Bay
Perantoni ha chiesto chiarimenti sull'autorizzazione unica concessa tramite la procedura Zes, mentre la Regione attende l'udienza del Tar fissata per l'8 luglio











