In Alto Adige scatta la maxi operazione all'alba con 70 droni termici e 1.000 volontari per salvare la vita ai cuccioli di capriolo nascosti nei prati durante il passaggio delle falciatrici
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All’alba, quando le vallate dell’Alto Adige sono ancora avvolte dalla nebbia mattutina, una squadra silenziosa si mette in movimento per combattere una strage silenziosa. Più di mille volontari – una fitta rete umana composta da cacciatori, agricoltori e collaboratori locali – si alza in piedi prima che i motori delle macchine agricole inizino a girare.
L’obiettivo di questa mobilitazione è proteggere i cuccioli di capriolo dal passaggio distruttivo delle falciatrici meccaniche, che proprio in queste settimane estive puliscono i pascoli. Il pericolo principale per gli animali deriva paradossalmente dal loro stesso istinto di conservazione.
Durante le primissime settimane di vita, i piccoli non scappano di fronte al pericolo; al contrario, rimangono completamente immobili sul terreno, sfruttando il mimetismo del loro manto per rendersi invisibili ai predatori naturali. Se questa tattica millenaria funziona contro le minacce dei boschi, si rivela purtroppo letale di fronte all’avanzare delle lame dei macchinari agricoli.






