L'iniziativa è organizzata per localizzare i piccoli che si nascono nell'erba alta per proteggersi dai predatori. Lo scorso anno sono stati salvati 23mila cuccioli
In Alto Adige è stata avviata una mobilitazione, a cui partecipano più di mille volontari tra cacciatori, agricoltori e collaboratori, per proteggere i cuccioli di capriolo dalle falciatrici. Nelle ultime settimane i volontari si sono messi in azione all’alba per localizzare i piccoli nascosti nell’erba alta prima dell’inizio dello sfalcio dei prati.
Il pericolo a cui vanno incontro deriva dal loro stesso istinto di sopravvivenza. Questo perché nei primi giorni di vita i piccoli rimangono immobili, perfettamente mimetizzati tra la vegetazione per evitare di essere individuati dai predatori. Questa strategia, però, è efficace solo in parte perché li espone a un grave rischio durante il passaggio delle falciatrici.
In azione 70 droni
Oltre le solite perlustrazioni a piedi, molto utile si sta dimostrando l’utilizzo di droni dotati di termocamera. Sono 70 quelli utilizzati dalle riserve di caccia altoatesine, e hanno già accumulato oltre 5.000 ore di volo. Il processo di salvataggio è alquanto semplice: una volta individuato un cucciolo, questo viene temporaneamente protetto e custodito all’interno di una cesta ventilata, dalla quale viene poi rilasciato una volta che si è assicurati che lo sfalcio sia terminato. Questa modalità si è dimostrata efficace: soltanto nel 2025 sono stati salvati oltre 23.000 cuccioli di capriolo.







