BELLUNO - Ogni anno, tra maggio e giugno, arriva il momento degli sfalci. Ma è proprio in questi mesi che, nascosti tra l'erba alta, i piccoli di capriolo appena nati rischiano la vita. Invisibili per natura, silenziosi per istinto, vengono spesso falciati inavvertitamente dai mezzi agricoli. Per contrastare questa strage silenziosa, Coldiretti Belluno, in collaborazione con le associazioni venatorie Federcaccia e Acb, ha deciso di promuovere un progetto sperimentale di tutela e monitoraggio. «Parliamo di animali che, per la loro strategia difensiva, restano immobili e invisibili» spiega Chiara Bortolas, presidente di Coldiretti Belluno. «Il periodo dello sfalcio coincide con quello delle cucciolate. Ogni anno, questo genera decine di casi critici. Non possiamo più restare fermi».

Il progetto prende ispirazione da esperienze già attuate con successo in Austria e Svizzera, territori simili per condizioni ambientali e climatiche. Due le misure principali: l'utilizzo di droni dotati di rilevatori termici e la dotazione dei trattori con termocamere integrate e sistemi di visione assistita. Nel primo caso, i droni sorvolano in anticipo le aree da falciare per localizzare i piccoli. Gli operatori possono così intervenire, spostandoli con le dovute precauzioni o segnalando la loro presenza. «Servono però operatori formati e un'efficace mappatura preventiva perché quando arriva il bel tempo, in poche ore vengono sfalciati migliaia di ettari» dice Bortolas. Nel secondo caso, Coldiretti propone un salto tecnologico ulteriore: integrare nei mezzi agricoli visori termici e schermi collegati a sistemi di intelligenza artificiale. «L'idea è che il trattore possa rilevare un'anomalia termica in tempo reale e interrompere automaticamente il lavoro, evitando tragedie. Non solo caprioli, ma anche lepri, volpi e altri animali che si rifugiano nell'erba sarebbero così tutelati». La Provincia ha già manifestato interesse e apertura alla valutazione del progetto, che è stato ufficialmente presentato e attende ora di essere avviato su scala sperimentale. «Speriamo che l'iniziativa possa spiccare il volo perché nessun altro animale debba più volare via brutalmente per colpa di una falciatrice» conclude Bortolas. Un passo importante verso un'agricoltura sostenibile, che coniuga produttività e rispetto per l'ambiente.