Dall’incubo di una brutale aggressione davanti a una discoteca alla speranza di poter tornare a camminare. Dopo oltre due anni di cure e riabilitazione, Paolo Sarullo, il giovane di Albenga rimasto tetraplegico in seguito a un pestaggio per il furto del suo monopattino, è stato dimesso dal polo riabilitativo Don Gnocchi di La Spezia. Un traguardo simbolico e concreto: lascia la struttura “in piedi”, sostenuto dalla équipe sanitaria, pronto a proseguire il percorso di recupero a casa. La notte dell’aggressione La vicenda risale alla notte tra il 17 e il 18 maggio 2024. Paolo Sarullo, allora poco più che ventenne, era appena uscito da una discoteca sul lungomare di Albenga quando venne accerchiato da un gruppo di coetanei intenzionati a portargli via il monopattino elettrico. Il giovane cercò di opporsi al furto, ma venne colpito con un pugno violentissimo. Cadde a terra battendo la testa e riportando gravissime lesioni cerebrali. Le sue condizioni apparvero subito disperate. Trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, fu sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico che gli salvò la vita. Tre mesi di coma e la scoperta della tetraplegia Per Paolo iniziò una lunghissima battaglia. Rimase in coma per circa tre mesi e, quando si risvegliò, la realtà fu durissima: non riusciva più a muovere il corpo ed era diventato tetraplegico a causa dei gravissimi danni neurologici riportati nell’aggressione. Da quel momento iniziò un intenso percorso di riabilitazione, affrontato insieme alla madre Miranda e ai medici che lo hanno seguito passo dopo passo nel tentativo di recuperare le funzioni motorie e comunicative.