La Spezia – «Quando siamo arrivati qui eravamo disperati, invece ora mi state restituendo Paolo che si muove, parla e mi chiama mamma. Voglio ringraziare tutti voi per la professionalità, la disponibilità e l’affetto. Siete la mia famiglia e mi mancherete. Vi prometto che ci rivedremo per fare tante altre cose belle insieme». Così Miranda Selmani, la mamma di Paolo Sarullo, il ragazzo albenganese tetraplegico dopo una brutale aggressione nel maggio 2024 per rubargli il monopattino, ha salutato mercoledì primo luglio tutto il personale del Polo Riabilitativo della Spezia nel giorno della dimissione del figlio dopo un lunghissimo periodo di degenza.
«Ci mancherai anche tu Miranda - scrive il personale - come ci mancherà Paolo con i suoi sorrisi e la sua grande forza . Oggi vi lasciamo andare con qualche lacrima, con la gioia nel cuore per i progressi di Paolo e con la promessa di rivederci presto». Paolo Sarullo, 26 anni, giovane di Albenga, ha superato una fondamentale tappa del suo percorso di riabilitazione. Per lui si è mobilitata l’Italia intera negli ultimi due anni – dalla Sampdoria al Festival di Sanremo – tutti choccati e commossi dalla sua tristissima vicenda umana. L’associazione “Uniti per Paolo” ha raccolto adesioni a tantissimi livelli. Ora Paolo Sarullo andrà avanti, con una nuova fase del suo percorso che richiede ulteriori terapie. La sua storia è dolorosa. Due anni fa fu circondato e colpito da un gruppo di ragazzi che volevano sottrargli il monopattino. Successe fuori da una discoteca del lungomare di Albenga. Rischiò di morire, a causa di un pugno, che lo fece cadere violentemente a terra. L’intervento chirurgico al Santa Corona di Pietra Ligure lo ha salvato, ma il ragazzo ha dovuto affrontare mesi di coma. E quando si è ripreso, non aveva più la funzionalità del suo copro. Era in carrozzina. La sua storia è diventata un esempio di forza d’animo e capacità di reagire. La madre Miranda Selmani è la sua colonna.






